Anne Perry: il giallo come tensione morale

Thomas Pitt e la sua famiglia

le immagini riportate in queste pagina sono di Yves-Marie Hue, scattate nel museo di Bruxelles

(N.d.R. questo saggio, completamente rivisto, ampliato e arricchito di analisi sugli ultimi romanzi di Anne Perry, anche inediti, fa ora parte del saggio di Dina Lentini: "Il romanzo poliziesco contemporaneo tra tensione morale e impegno sociale")

Semplice figlio di un guardacaccia e di una domestica, vissuto nella tenuta signorile ed educato insieme al figlio del padrone, Thomas Pitt deve sicuramente molto alle circostanze fortunate di partenza che gli hanno permesso di raggiungere l'educazione e lo stile di un gentiluomo. Ma deve molto anche a se stesso, alla sua intelligenza, alla scelta di una condotta onesta, allo spirito di sacrificio e, dote non certo ultima per la Perry, alla capacità di non superare i limiti dettati dal proprio rango. Il matrimonio con una donna di classe sociale superiore non gli procura né vantaggi economici, né facilitazioni nella carriera: è, anzi, Charlotte, la sua amata compagna, ad adattarsi ad una vita più semplice senza troppi rimpianti per il bel mondo cui appartiene per nascita.

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Emerge, nel rapporto fra Thomas e Charlotte, il tema della nobiltà come tratto ideale, più che come privilegio. E' un tema che percorre, come una linea continua e ben delineata, tutta la produzione della Perry che non a caso individua nell'età vittoriana una fase storica particolarmente adatta ad esprimere le contraddizioni e le speranze insite nella trasformazione epocale del modello aristocratico o alto-borghese in una società di massa, industrializzata e aperta alle problematiche della questione sociale e di una democrazia ancora da conquistare.

Ne “ I misteri di Paragon Walk”(1)il terrore dello scandalo pare dominare, senza alcun rispetto elementare degli affetti più cari, il mondo ingessato dell'aristocrazia perbenista e chiusa nella strenua difesa dei propri interessi economici e della propria immagine : è una carrellata di ipocrisie, debolezze e vizi che sono descritti senza infingimento nella loro cruda realtà; altrettanto squallido è il livello morale che fa da copertura al diritto assoluto alla privacy e alla rispettabilità di facciata:

una scultura al museo di Bruxelles, un gruppo formato da marito, moglie, e due figli

“Spesso la verità contiene un mucchio di brutture. Era indicibilmente penoso spogliare la vita di quei piccoli inganni che servivano ad appianarla e che consentivano di non guardare in faccia quella realtà che si preferiva non conoscere”.(2)

Si tratta di riflessioni della stessa Charlotte, che ha ben conosciuto, per averlo sperimentato sulla propria pelle, il clima di sospetto che avvelena anche i rapporti più intimi e, in linea con la morale del tempo, ne ricava il bisogno di un supplemento di cautela e di sfumature in ogni relazione, anche all'interno della stessa famiglia.

Perry sottolinea continuamente come per certi ambienti la prudenza e la forma fossero al primo posto e degenerassero di conseguenza nel cinismo più ripugnante. In “Tragedia a Bluegate Fields”2nemmeno i più stretti familiari provano un vero dolore per il lutto gravissimo che li ha colpiti:

“Voleva che quella storia venisse seppellita al più presto e nel modo più decente possibile, nascosta da un pesante mucchio di terra e dai fiori. Ci sarebbero stati i doverosi drappeggi in crêpe nero, una bara con maniglie d'ottone, un elogio funebre discreto e mesto. Tutti sarebbero tornati a casa parlando a voce bassa per osservare un adeguato periodo di lutto. Quindi sarebbe seguito il lento ritorno alla vita”.(3)

Sono i pensieri del padre della vittima, un ragazzo di soli sedici anni, la cui morte, scomoda e scandalosa rischia di travolgere la rispettabilità della famiglia.

(1) Paragon Walk, 1981, Il Giallo Mondadori n 1816; I Classici del Giallo Mondadori, n 841
(2) op. cit. pag. 46
(3) Bluegate Fields, 1984, Il Giallo Mondadori n 2174
(4)op. cit. pag. 17

E' un mondo rigido, coeso e solidale rispetto ad ogni attacco esterno. In un clima di omertà, omissioni, depistaggi Pitt persegue i suoi obiettivi, mettendo in conto il disprezzo nei confronti della polizia o lo snobismo e l'aggressività che animano persino il personale di servizio delle case signorili: la sua cultura e la sua determinazione gli conferiscono una marcia in più e gli consentono di reggere nei momenti di maggior scoramento. Che si tratti di omosessualità, di riti satanici, di orge o prostituzione d'alto bordo, Pitt procede nella ricerca della verità, aiutato da Charlotte, dalla sorella di lei Emily, da zia Vespasia.

Disgustato dal vizio, Thomas non riesce ad assuefarsi allo spettacolo dei corpi violati o alla continua scoperta della sfera torbida che si nasconde dietro la facciata del mondo signorile, una dimensione, questa, più drammatica dello squallore dei bassifondi, dove la durezza di vita e la mancanza di opportunità giustificano in parte la caduta morale. Spesso è proprio lo stile di vita della hupper class a favorire la degenerazione di quei valori così tenacemente difesi in superficie: il vuoto, l'abitudine, la costante recitazione di un ruolo, l'ignoranza della realtà e delle brutture della vita, costituiscono un pericolo latente portando alla corruzione.

In “Incubo a Devil's Acre”4 il contrasto fra l'opulenza dei quartieri alti, gli emblemi della tradizione storica e civile dell'Inghilterra e il degrado del sottoproletariato urbano è particolarmente forte e accresce, nel detectiv, non solo la pietà umana, ma la sensibilità per la questione sociale:

“Era un quartiere come molti dei più vecchi bassifondi di Londra, un curioso miscuglio di livelli sociali che vivevano letteralmente uno sopra l'altro. Negli edifici più belli e più alti, con le facciate su strade illuminate, vivevano commercianti abbienti e gente benestante. Sotto di loro, in case più piccole o in strade più secondarie, c'erano camere in affitto per impiegati e bottegai. Ancor più sotto, c'erano le decrepite abitazioni e gli scantinati dei poverissimi, a volte così zeppi di umanità che due o tre famiglie vivevano in un'unica stanza. La puzza di immondizia e di escrementi umani era soffocante. I topi brulicavano ovunque, al punto che un neonato non sorvegliato correva il rischio di essere mangiato vivo. Inoltre, molti bambini morivano di denutrizione o di malattie prima di compiere i sei o sette anni, età in cui potevano accedere con profitto a una delle tante scuole per borsaioli e apprendisti ladri.

Tra quel labirinto di vicoli e passaggi, c'erano aziende che sfruttavano gli operai, locali nei quali avvocati falliti o impiegati disonesti redigevano falsi affidavit, libri contabili e ricevute, e altri in cui i falsari praticavano la loro arte e i ricettatori concludevano affari. E naturalmente c'erano distillerie di gin, dormitori e bordelli.

Sopra tutto questo incombeva l'ombra delle grandi torri dell'Abbazia di Westminster, la cattedrale dove venivano incoronati i re, dove si trovava la tomba di Edoardo il Confessore prima che il normanno Guglielmo salpasse dalla Francia per sconfiggere il re sassone e impadronirsi dell'Inghilterra. E al di là dell'abbazia c'erano il Big Ben e il palazzo di Westminster, sede del Parlamento fin dai tempi di Simon de Monfort, seicento anni prima”.

In questo mondo in verticale Pitt insegue le tracce del colpevole di una serie di feroci assassinii e arriva a individuare gli effetti devastanti di almeno due fattori che finiscono per intrecciarsi: il primo è la violenza che genera violenza trasformando la vittima in carnefice, il secondo è la noia, condizione pericolosa che può spingere a varcare il limite che si deve alla propria dignità:

“Sapeva (..) che la noia aveva l'effetto di intorpidire la moralità”(4)

Sono riflessioni di lady Emily, la sorella di Charlotte, entrata, con il suo matrimonio, negli alti ranghi dell'aristocrazia: qui, come in altri romanzi, appare consapevole della prigione dorata in cui è costretta una donna della sua condizione dalla direzione della casa, dai doveri mondani e sociali.

Quella di Emily è, comunque, una reazione positiva che la spinge a nobilitare la sua ricerca di spazi, attraverso la risoluzione di giuste cause e l'utilizzo delle sue relazioni sociali per individuare e coinvolgere altre donne capaci di varcare i limiti angusti della propria classe.

Ne “Il parco delle teste tagliate”(5) Charlotte ed Emily, trascinate dall'entusiasmo per il loro ruolo di detectivs dilettanti, sembrano due ragazze ingenue e sventate che affrontano situazioni imbarazzanti e ambienti pericolosi con una incoscienza che mai avrebbe permesso loro di sopravvivere in una realtà meno idealizzata. Contagiata dal coraggio delle due signore e mossa dall'affetto per il suo padrone, anche Gracie, la piccola cameriera di Charlotte e Thomas, corre rischi terribili travestendosi da prostituta per avere informazioni.

 

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