carteggio Cavalieri - Galileo

Bonaventura Cavalieri, lettere a Galileo Galiei

a cura di Paolo Guidera

Editore: Caribou, Verbania

Indirizzo web dell'editore: http://www.caribou-editore.com

numero pagine: 200

prezzo: euro 18,00

copertina del libro Bonaventura Cavalieri

Riportiamo dalla seconda di copertina una citazione di una lettera di B. Cavalieri:

"... credo che ... si possi dire di V.S. Eccellentissima, che con la scorta della buona geometria e con la tramontana del suo altissimo ingegno ha potuto felicemente navigare l'immenso oceano de gl'indivisibili, de' vacui, de gl'infiniti, della luce e di mille altre cose ardue e peregrine, ciascuna delle quali è bastabte a far naufragare qual si volgia per grande ingegno che sia"

E dalla terza di copertina una citazine di Galileo Galilei:

"...quella linea arcuata sono più di cinquant'anni che mi venne in mente di descriverla... feci sopra di essa, e sopra lo spazio da lei e dalla sua corda compreso, diversi tentativi per dimostrarne qualche passione, e parvemi dal principio che tale spazio potesse esser triplo del cerchio che lo descrive; ma non fu così, benché la differenza non sia molta. Tocca all'ingengo del P.Cavalieri e non ad altro, il ritrovarne il tutto o pmettere tutti li specolativi in disperazione di poter venire a capo di questa contemplazione"



Recensione del libro, a cura di Dina Lentini:

La presentazione del carteggio tra Bonaventura Cavalieri e Galileo Galilei ha, per il lettore odierno, diversi meriti: concorre sicuramente ad approfondire il dibattito filosofico e scientifico che si andava sviluppando nella costruzione dell'epistemologia moderna; ma permette anche la comprensione dei rapporti fra i due scienziati, colti nella loro dimensione umana.

Le lettere di Frate Bonaventura rinviano al periodo giovanile della formazione e accompagnano, poi, le tappe difficili dell'inserimento nel mondo accademico, fino al dramma della cecità e della morte di Galilei. Ci si trova così di fronte a un giovane matematico che si aggira in una Milano all'epoca priva degli stimoli intellettuali di Firenze o Roma, alla ricerca di testi di astronomia; che accetta obbediente gli incarichi e le sedi che gli vengono imposte, senza mai rinunciare alla realizzazione del suo sogno, il conseguimento della cattedra di matematica, che infatti terrà, per diciotto anni, a Bologna, fino alla morte. Le diversità nella concezione degli indivisibili e della matematica in generale provocano difficoltà e momenti alterni nel rapporto con Galilei.

Del resto anche altri studiosi contemporanei esprimevano riserve per l'impostazione della ricerca di Cavalieri, troppo difficile anche negli aspetti filosofici. Successivamente tale ricerca sarà alla base del calcolo infinitesimale, ma all'epoca lo stesso Galileo si trovò in imbarazzo e in difficoltà nel seguire le questioni poste dal suo giovane seguace.

Comunque il frate rimarrà sempre grato al Maestro e, nel momento più drammatico, gli scrive per trasmettergli parole di consolazione e di amicizia, arrivando a dire che darebbe la propria vista all'uomo che ha visto più degli altri, dando luce alla scienza.

Dopo la morte di Galileo, sarà la sintonia con Torricelli a permettere un fecondo periodo di studi sugli indivisibili, poi interrotto dalla morte dei due scienziati.

Per l'importanza storica del rapporto Cavalieri- Galileo basti citare quanto Paolo Guidera ricorda nell'Introduzione a proposito del dibattito fra i due circa la relazione tra continuo e indivisibili:

" Gli studiosi si dividono tra quelli che ritengono che la teoria degli indivisibili fosse di Cavalieri e che Galileo se ne sia appropriato e quelli che reputano al contrario che la teoria fosse di Galileo e Cavalieri l'abbia utilizzata per la sua geometria. In realtà le posizioni dei due in questo incontro (si allude all'incontro a Firenze del 1625) si avvicinano, mentre nel futuro si differenzieranno. Galileo ha presente gli indivisibili del continuo fisico e, contro Aristotele, intende questi indivisibili come "attuali". A Cavalieri invece non importerà dimostrare che questi indivisibili siano dei veri e propri infinitesimi attuali o piuttosto degli infinitesimi potenziali, quanto mettere in evidenza, indipendentemente dalla loro infinità, l'estensione infinita dei loro aggregati, che, in entrambi i casi, identificava con l'estensione , area o volume delle stesse figure".

Dina Lentini



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